Che cos’è lo ‘sballo da contatto’ da marijuana?

Che cos'è lo 'sballo da contatto' da marijuana? | Justbob

Modificato il: 22/08/2024

Cosa intendiamo per ‘contact high’ e quali sono le differenze con il fumo passivo. Scopriamo insieme cause ed effetti di questo stato alterato

Alcuni di voi si saranno imbattuti nell’espressione ‘sballo da contatto’ da marijuana; ma cosa si intende veramente con questo modo di dire?

A riguardo si è creata grande confusione e le informazioni reperibili online sono molto contraddittorie e incoerenti tra loro, per questo oggi vorremmo fare chiarezza una volta per tutte per evitare equivoci e fraintendimenti.

Si è generato allarmismo sul cosiddetto ‘sballo da contatto’, come se in giro ci fossero untori pronti a contagiare il prossimo con il loro sballo da sostanze psicotrope!

Niente di tutto ciò, in quest’articolo vedremo che significa precisamente e cercheremo così di evitare psicosi e paure immotivate.

Ovviamente con questo nostro approfondimento non vogliamo pubblicizzare alcuna sostanza illecita o pratica illegale, ma semplicemente rendervi edotti su questa particolare espressione diffusa nel mondo della cannabis.

Insomma, il nostro obiettivo è informarvi su ciò che c’è intorno a noi, sullo slang o le frasi idiomatiche, senza per questo incoraggiarvi ad assumere nulla di illegale o nocivo.

Vi ricordiamo a questo proposito che su Justbob potete trovare vari prodotti a base di canapa sativa rigorosamente legale come olio di CBD e molto altro ancora.

Bene, conclusi i necessari disclaimer vi lasciamo all’articolo, buona lettura!

Come si è generata la confusione sul concetto di ‘sballo da contatto’

Ultimamente abbiamo riscontrato molto caos intorno a quest’espressione, ma fughiamo immediatamente ogni dubbio:

lo ‘sballo da contatto’ da marijuana non si verifica se si tocca una persona che ha appena assunto cannabis, o una superficie toccata dal soggetto che ne abbia fatto uso!

Sembra banale dirlo, a tratti assurdo, ma non crederete mai quanto le informazioni scorrette trovate online, possano generare timori infondati tra le persone.

Il ‘contact high’, come lo chiamano gli anglosassoni, non è un virus che si trasmette col semplice contatto, non è una nuova pandemia che renderà il mondo interamente ‘stonato’ o ‘ebbro’ di cannabis!

Anche perché, se ci pensate bene, in tal caso, molti per risparmiare potrebbero pedinare e seguire come un’ombra chi assume quotidianamente cannabis e approfittare degli effetti psicoattivi senza spendere un euro!

Ci perdonerete le facili ironie, ma ora, nel dettaglio, e più seriamente, cercheremo di fare chiarezza su questo tema e cercare di capire come mai si è generata tale paura irrazionale non suffragata da fatti certi.

‘Contact high’ tradotto letteralmente dall’inglese diviene ‘sballo da contatto’, ma ‘contact’, per gli inglesi, in questo caso, non si riferisce al senso del tatto, ma alle relazioni, alla vicinanza, ai rapporti interpersonali.

Ma eliminato il primo dubbio, ne arriva subito un altro, che porta il lettore, anche molto comprensibilmente, a confondere ‘sballo da contatto’ con fumo passivo.

Nei prossimi paragrafi vedremo le differenze tra i due concetti, ma prima chiariamo il significato dell’espressione ‘sballo da contatto’.

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Che cosa intendiamo per ‘sballo da contatto’?

Con ‘sballo da contatto’ da marijuana si intende un fenomeno che si verifica tra persone che non hanno assunto direttamente alcun cannabinoide ma ne avvertono gli effetti ugualmente, proprio come se l’avessero assunto.

Ma com’è possibile ciò e come avviene questo fenomeno di alterazione indiretta?

Può succedere se si entra in contatto con una persona che ha fatto uso di cannabis ed è in preda ai suoi effetti psicotropi. Ma la maggior parte delle volte si tratta di suggestione e quindi questo tipo di sballo ha cause psicologiche.

Può sembrare strano ma un soggetto perfettamente sobrio, e questo può succedere con tutte le sostanze che alterano la percezione, che si trova con un altro fortemente alterato, può per ‘osmosi’, per contagio psicologico, per condizionamento sociale, per effetto di un’empatia molto accentuata, sentirsi ‘sballato’, esattamente come se avesse assunto direttamente la sostanza stupefacente.

Le neuroscienze hanno dimostrato come agiscano i nostri neuroni specchio:

quando osserviamo qualcuno compiere un’azione, le nostre reti neurali si attivano esattamente come se fossimo noi a compierla.

La forza della mente è davvero affascinante, la capacità empatica, l’immedesimarsi negli altri individui è ciò che ci rende animali sociali ed è connaturato in tutti gli esseri umani.

Ed è proprio grazie a questa capacità di metterci nei panni altrui che ci siamo evoluti, che abbiamo appreso nel corso dei secoli, non solamente in prima persona, ma anche osservando gli altri.

Tornando allo sballo da contatto da marijuana ribadiamo come ciò si possa verificare con qualsiasi sostanza psicoattiva provocando una sorta di effetto placebo, figlio del condizionamento sociale e psicologico e della suggestione.

A questo punto la domanda sorgerebbe spontanea: che differenza c’è allora tra questo fenomeno appena visto e il fumo passivo?

Una ragazza fuma cannabis con un ragazzo vicino sdraiato nella stessa stanza che ne sente gli effetti | Justbob

Differenze tra sballo da contatto e fumo passivo

Lo sballo da contatto da marijuana abbiamo visto come sia una sorta di effetto placebo, causato da suggestione e auto-condizionamento, magari ci si sente in dovere di risultare ‘sballati’ anche per soddisfare le aspettative sociali, non deludere i presenti, farsi accettare dal consesso sociale, anche per spirito di adattamento inconscio.

Perciò, nello specifico, si potrebbe dire che mentre il contact high ha cause prettamente psicologiche, invece il fumo passivo ha cause ed effetti meramente fisici.

Sì, perché nel caso del contact high, il soggetto avverte un’alterazione della percezione semplicemente perché sta intrattenendo rapporti con chi ha assunto cannabis, magari sta solo conversando con lui, si sente ‘sballato’ unicamente perché auto-suggestionato, o ‘contagiato’ emotivamente.

Invece merita tutt’altro discorso il fumo passivo: infatti se un soggetto sobrio si trova in posizione molto ravvicinata di un altro che fuma marijuana, magari in una stanza chiusa, con scarso ricambio d’aria, l’individuo che non ha assunto THC potrebbe avvertire effetti psicoattivi a causa del fumo passivo, seppur infinitamente inferiori rispetto a chi inala la cannabis direttamente.

Riguardo il fumo passivo inoltre sono ormai appurati da decenni i danni sui polmoni, sul cuore e la pericolosità per le vie respiratorie.

Riassumendo: gli effetti psicoattivi da fumo passivo sono reali, possono verificarsi, in modo trascurabile e blando in soggetti abituati ad assumere cannabis o con alta soglia di tolleranza, ma saranno sicuramente nettamente minori rispetto a quelli dati da un’assunzione diretta.

Invece gli effetti psico-attivi da contact high sono prettamente psicologici, diversi da persona a persona, non dimostrati scientificamente in modo esaustivo e ancora in fase di studio.

Studi e ricerche su contact high e fumo passivo

Nel libro PiHKAL: a Chemical Love Story, il chimico Alexander Shulgin, ha riscontrato come un individuo che aveva assunto placebo in una stanza insieme a persone sotto gli effetti psicotropi della marijuana si comportava come se fosse anch’egli ‘sballato’.

Il soggetto riferì di aver assorbito quel tipo di atmosfera e sentirsi come se gli fosse stato somministrato del THC.

Non vogliamo scomodare Jung e il suo inconscio collettivo o i neuroni specchio ma sicuramente è assodata una certa capacità adattiva della mente umana che rende l’individuo conformista per sopravvivere nei contesti sociali.

Un’altra ricerca sul fumo passivo invece ha dimostrato come un soggetto in un ambiente chiuso accanto a un altro che fumava marijuana per tre ore consecutive, alla fine del test aveva nel sangue un quantitativo trascurabile di THC, tale da superare un test antidroga.

In altre prove però, qualche traccia di THC è stata rinvenuta nelle urine, superando seppur di poco il limite dei test. Si ipotizza che i risultati derivino dal quantitativo di THC presente nella marijuana assunta.

Una cosa molto interessante teorizzata in una ricerca statunitense è che gli effetti psicologici possano essere di gran lunga superiori a quelli da fumo passivo. Immaginate la potenza dell’autosuggestione!

Riguardo agli effetti nocivi da fumo passivo comunque non ci sono dubbi, l’esposizione prolungata può infatti causare malattie cardiovascolari e polmonari.

Una ricerca del 2016 su alcuni ratti da laboratorio ha dimostrato come il fumo passivo di cannabis possa danneggiare i vasi sanguigni e le arterie e minare la loro funzionalità esattamente come quello del tabacco.

Molti scienziati è bene puntualizzare come prendano con le molle ogni test o ricerca perché i risultati possono dipendere non solo dai partecipanti e dalle loro storie cliniche ma dallo stupefacente impiegato, dal quantitativo di THC, dai cannabinoidi presenti e dall’intera struttura chimica.

Una ragazza con canottiera rosa sorride vicino a una piantina di cannabis | Justbob

Quali sono gli effetti psicoattivi della marijuana?

Abbiamo parlato a lungo di effetti psicoattivi della cannabis, perciò ci sembra utile rammentarli di seguito:

  • alterazione della percezione sensoriale;
  • aumento dell’appetito;
  • difficoltà di coordinazione e di movimento;
  • sonnolenza, apatia;
  • riduzione della concentrazione;
  • diminuzione della memoria a breve e lungo termine;
  • alterata percezione del tempo;
  • ansia;
  • tachicardia e abbassamento della pressione.

Il THC può avere questi effetti collaterali negativi, ma dipende da persona a persona, le variabili individuali da considerare sono:

  • l’età;
  • il metabolismo;
  • interferenza con altri farmaci assunti;
  • soglia di tolleranza della cannabis;
  • abitudine al consumo;
  • particolare stato emotivo e situazione psicologica.

Chi è più a rischio di sballo da contatto da marijuana?

La domanda che sorge spontanea è appunto: quali sono le persone più esposte al rischio di ‘contact high’ da cannabis?

abbiamo visto come la cause siano eminentemente psicologiche e come possano variare da soggetto a soggetto; nello specifico ci riferiamo a persone:

  • particolarmente suggestionabili e condizionabili;
  • non abituate all’assunzione di cannabis;
  • psicologicamente ed emotivamente vulnerabili;
  • empatiche e ansiose.

Un altro fattore che può favorire lo sballo da contatto è il tipo di ambiente in cui si verifica l’esposizione.

Spieghiamoci meglio, se ci si trova in un ambiente amichevole, ci si sente a proprio agio, si sarà più sicuri in una sorta di ‘safe zone’, in cui non ci si sente minacciati o in pericolo.

Per questo motivo si tenderà a essere più rilassati e meno timorosi e quindi meno esposti allo sballo da contatto.

Diversamente, in caso di situazione sociale nuova e inedita, con persone sconosciute, non particolarmente amichevoli o con le quali non si è in confidenza, si starà più sulla difensiva, più inibiti socialmente, e si rischierà di essere più vulnerabili a questo tipo di alterazione sensoriale.

Lo sballo però può indurre sensazioni positive o negative, come abbiamo visto in un articolo precedente si può essere ‘stoned’ o ‘high’.

In caso di situazione sociale amichevole la marijuana può provocare euforia, rilassatezza e calma interiore; in caso contrario, se il soggetto è particolarmente ansioso o timoroso, lo sballo può causare angoscia, paura, anche tachicardia e attacchi di panico.

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Conclusioni

Eccoci approdati al termine di questo viaggio divulgativo sullo sballo da contatto.

Speriamo di aver fatto finalmente chiarezza su un tema così dibattuto e controverso. Come abbiamo tentato di analizzare, ogni timore o allarmismo è del tutto infondato, e le cause di tali stati di alterazioni sono soprattutto psicologiche e derivano da molteplici fattori.

Innanzitutto siamo contenti di avervi esposto le differenze tra fumo passivo e contact high, due concetti spesso confusi ma completamente diversi seppur legati tra loro.

Come abbiamo visto l’essere umano, in quanto animale sociale, è molto condizionabile e suggestionabile dall’ambiente in cui si trova, si adatta ai cambiamenti e si adegua inconsciamente alle situazioni sociali. Questo di per sé non è un male, è un aspetto evolutivo, ma a volte può creare problemi inaspettati e difficili da gestire.

Comunque ci teniamo a ribadire come lo sballo da contatto per come viene spesso presentato sia un mito, ed è una leggenda metropolitana che si trasmetta con il mero contatto fisico, bensì dipende da vari fattori prettamente psicologici.

Bene, speriamo di aver chiarito i vostri dubbi, ma prima di lasciarvi vi invitiamo a esplorare il nostro sito per altri articoli di tenore simile. Speriamo di rivedervi presto su queste pagine, vi aspettiamo per altri approfondimenti!

Takeaways

  • Il concetto di “sballo da contatto” da marijuana non implica il contagio fisico attraverso il tatto o il contatto con superfici toccate da chi assume cannabis. È piuttosto un fenomeno psicologico che può verificarsi quando una persona percepisce gli effetti della sostanza senza averla assunta direttamente.
  • Mentre lo sballo da contatto è principalmente causato da suggestione e auto-condizionamento psicologico, il fumo passivo implica l’esposizione diretta al fumo di cannabis e può provocare effetti fisici reali, seppur meno intensi rispetto all’assunzione diretta.
  • Le persone più vulnerabili allo sballo da contatto sono quelle particolarmente suggestionabili, non abituate all’assunzione di cannabis, emotivamente fragili o ansiose. L’ambiente sociale può influenzare significativamente l’esperienza, con contesti amichevoli che tendono a ridurre il rischio di sballo da contatto.
  • È importante comprendere gli effetti della cannabis, che possono variare da persona a persona e dipendono da fattori come l’età, il metabolismo, l’abitudine al consumo e lo stato emotivo. Gli effetti possono includere alterazioni della percezione sensoriale, aumento dell’appetito, sonnolenza, ansia e tachicardia.
  • È fondamentale dissipare il mito dello sballo da contatto come fenomeno contagioso attraverso il contatto fisico. È invece un processo psicologico complesso che dipende da molteplici variabili. Comprendere le differenze tra sballo da contatto e fumo passivo aiuta a evitare malintesi e a fornire informazioni accurate sulla cannabis e i suoi effetti.

Domande & Risposte


Che cosa intendiamo per ‘sballo da contatto’?

Lo ‘sballo da contatto’ da marijuana è un fenomeno in cui una persona avverte gli effetti della cannabis nonostante non l’abbia assunta direttamente, spesso causato da suggestione, condizionamento sociale o empatia con chi ha assunto la sostanza.

Quali sono le differenze tra sballo da contatto e fumo passivo?

Lo sballo da contatto è principalmente di natura psicologica, causato da suggestione e condizionamento sociale, mentre il fumo passivo è l’inalazione involontaria del fumo di cannabis con effetti principalmente fisici. Il fumo passivo può provocare danni polmonari e cardiovascolari.

Chi è più a rischio di sballo da contatto da marijuana?

Le persone più esposte al rischio di ‘contact high’ sono quelle particolarmente suggestionabili, non abituate all’assunzione di cannabis, psicologicamente vulnerabili, empatiche e ansiose. L’ambiente in cui avviene l’esposizione può influenzare il grado di vulnerabilità.